FRANCESCA CANALI
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Il fascino del suono
Faszination der Klänge
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Il fascino del suono
 
Il fascino del suono e le sue potenzialità di coinvolgere emotivamente, “incantare” e trasportare quasi in una dimensione “altra” dall’ordinario le persone e naturalmente me stessa in primis, mi ha portato a decidere di dedicarmi professionalmente alla musica. Il suono è per il musicista quello che è per il pittore il colore: il mezzo principale di cui egli si serve per dare forma ed espressione a emozioni, sentimenti e diversi ideali artistici ed estetici della musica. È per sua stessa natura un “fenomeno” difficile da definire: risultante globale di innate ed inconsapevoli abilità fisiche, predisposizioni fisiologico-strutturali, psiche, mente ed intelletto. Il suono è una sorta di “ponte” tra la mente ed il corpo perché se è il corpo che “lo fa” è però la mente che “lo immagina e dunque lo crea”; esso manifesta (nel senso letterale di rendere manifesto, evidente!) dunque il dialogo costante che c’è tra mente e corpo! Il corpo risponde agli impulsi che riceve dalla mente prendendo atteggiamenti e posizioni/posture differenti o sono le posture differenti che poi condizionano la mente (v. tecnica Alexander!)? Quanto può liberamente la mente, la fantasia e l’ispirazione artistica creare se il corpo non “risponde”? La “via” che porta a un suono è “dal fuori (ciò che si vede, il corpo) al dentro (ciò che si sente, pensa)” o al contrario “dal dentro al fuori”? e soprattutto, cosa è che conferisce autenticità e pienezza all’espressione musicale e quindi al suono in quanto veicolo principale di essa?
Fin dall’inizio e durante i miei studi musicali, ascoltando numerosissimi musicisti di “scuole” e strumenti diversi, ho notato come a parità d’intonazione e dinamica però i suoni fossero fra loro totalmente differenti per “qualità espressiva” e come ciò poi condizionasse in definitiva il risultato artistico-musicale complessivo ed il tipo di effetto e “impatto emozionale” che la musica aveva sugli ascoltatori (anche me stessa!).
A partire dagli anni '50, numerose ricerche scientifiche internazionali sugli effetti della musica sull’uomo, hanno messo in evidenza come l’ascolto della musica modifichi in maniera sostanziale le onde cerebrali, le secrezioni ormonali e il conseguente stato umorale e di salute, e potenzi in alcuni casi l’attività dei differenti emisferi cerebrali fino addirittura a poter provocare stati di coscienza alterati. Che differenti qualità di suono suscitino emozioni ed effetti molto differenti negli ascoltatori, non è d’altra parte una nuova scoperta: alle qualità ancestrali e terapeutiche del suono e al suo stretto legame con le emozioni e la psiche sono stati dedicati fin dall’antichità numerosi trattati filosofici e testi letterari!
Se quindi a suoni diversi corrisponderanno effetti diversi, siano essi di carattere estetico-musicale (espressione e stile) o terapeutico (v. musicoterapica!), mi sembra importante e allo stesso tempo assai affascinante per il musicista, rendersi il più possibile consapevole e padrone delle sue potenzialità creatrici del suono! La conoscenza e consapevolezza delle cause e dei principi fisiologici e mentali legati alla creazione e modulazione del suono, è per il musicista dunque di fondamentale importanza perché determina in definitiva le sue possibilità espressive e gli permette, così facendo, di essere non solo un esecutore ma un “co-creatore”: attraverso il suo suono, che “deve” padroneggiare in tutte le possibili forme e nuances, egli “da vita” all’idea che il compositore ha annotato sulla carta, “ricrea” la composizione musicale seguendo una idea estetica ed espressiva! Ciò è possibile solo nel momento in cui egli sia “libero” di esprimersi e le sue capacità immaginative e la realizzazione dei suoi intenti estetici ed artistici non vengano ostacolate da impedimenti tecnici o da inconsapevoli, limitanti “atteggiamenti” fisiologici.
La mia ricerca è nata dunque dal desiderio di cercare di tracciare e definire i confini, nel processo artistico di creazione e sviluppo del suono, dell’elemento più strettamente “materiale”, cioè fisico e dipendente dalla fisiologia, e di quello più, direi, “spirituale- artistico”. Ciò mi ha portato a studiare approfonditamente da una parte i complessi meccanismi fisiologici di produzione del suono negli strumenti a fiato e dall’altra a interessarmi alle differenti forme di espressione musicale e alle loro differenti caratteristiche estetiche. 
Lo studio parallelo e la mia passione per il canto, mi hanno portato ad accorgermi presto di numerose analogie tra il cantare e suonare. Tramite approfondite ricerche, fatte anche in collaborazione con l’Austrian Voice Institut di Salisburgo, ho potuto rendermi conto di come la partecipazione degli organi vocali (e quindi la “vocalitá”, il canto!) alla creazione del suono negli strumenti a fiato e nel flauto in particolare, non siano solo una “immagine didattica” ma una realtà ben concreta, anche se fino ad ora solo superficialmente conosciuta. Ho quindi concentrato i miei sforzi nel cercare di definire con chiarezza il ruolo della laringe e di tutto l’apparato vocale e di analizzare le differenti tecniche vocali e di respirazione, usate spesso inconsapevolmente dagli strumentisti, sulla creazione, controllo e definizione delle qualità timbriche, dinamiche ed espressive del suono.
Il fine ultimo dei miei studi è il rendere l’espressione musicale sempre più libera, piena ed autentica, con la più grande gioia possibile per chi suona e per chi ascolta, di godere della Musica!


2010. Francesca Canali. All right reserved. Any duplication or unauthorized use of content and artwork on this site is prohibited.
 


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