Metodologia

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music project near Harare – Simbabwe

METODOLOGIA

„La musica è un dono misterioso e magico, un linguaggio fantastico che trascende ed incanta. Sono l‘Arte e la Musica che rendono l’uomo umano“  Nikolaus Harnoncourt

 

Un ampio spettro di esperienze e competenze musicali, artistiche e pedagogiche, consente a Francesca Canali di offrire ai suoi studenti un approccio individualizzato per metodi ed obiettivi, che tiene conto delle differenti personalità, motivazioni e problematiche individuali, nonché dei diversi contesti formativi e socio-culturali.

Suo principale obiettivo come insegnante è rendere accessibile a ogni persona, indipendentemente dal suo talento, il ,linguaggio magico’ della musica, permettendole di scoprire, entusiasmarsi e godere di questo ,misterioso e magico dono’.

Il suo insegnamento è pertanto caratterizzato da un approccio pedagogico artistico, aperto ed accogliente attraverso il quale gli aspetti più strettamente artistici e musicali si fondono in un tutt’uno con le sue competenze pedagogiche e scientifiche e le sue qualità personali ed umane.

Oltre alla trasmissione di contenuti e competenze musicali, partendo dalla specifica personalità individuale di ogni allievo, Francesca mira attraverso la sua attività didattica a individuare ed a valorizzare le differenti potenzialità e le specifiche qualità musicali e personali di ognuno.

Entusiasmo competente, critico e costruttivo” – è il suo credo pedagogico.

Solo infatti un approccio pedagogico sensibile ed empatico, costruttivamente entusiasta ed allo stesso tempo critico, su basi cioè di serietà ed alta competenza professionale, è in grado di motivare e dare all’allievo la fiducia, forza e tenacia necessarie a superare sé stesso ed andare oltre i propri limiti, permettendogli così di svilupparsi e di raggiungere alti traguardi musicali.


Bodywork
MUSICA E CORPOREITÀ

La musica è un’arte ,corporea’ che coinvolge contemporaneamente tutti i sensi e che vive e necessita del corpo per esprimere, attraverso e grazie ad esso, contenuti al contempo artistici, estetici, emozionali ed intellettuali.

I risultati delle ricerche scientifiche di Francesca Canali hanno mostrato con inequivocabile evidenza come differenti atteggiamenti e predisposizioni fisiche, emozionali e mentali s’influenzino reciprocamente e concorrano insieme a determinare la qualità del suono e dunque anche della performance musicale: in questo senso il corpo è il primo strumento che il musicista ha a disposizione per fare musica.

In nessun’altra arte come nella musica il connubio tra mente e corpo è così stretto e determinante. Se è infatti attraverso il corpo che materialmente il musicista produce il suono è però la sua mente che lo “deve” immaginare e “saper sentire”, dunque creare, prima che materialmente esso possa venire udito.

Il suono rappresenta dunque una sorta di “ponte” tra la mente ed il corpo, tra il mondo esteriore e quello interiore del musicista, così come anche tra il fisico manifestarsi della musica nel tempo (intonazione, tempo, ritmo, etc.) ed il mondo meta-fisico (in greco: “ciò che sta dietro/oltre il mondo fisico”) delle emozioni, dell’intelletto e dei sentimenti del musicista.

A diversi atteggiamenti emotivi, mentali e corporei corrispondono suoni ed espressività diverse. Inoltre la postura, il modo di respirare, la gestualità ed il modo di muoversi e di tenere lo strumento possono potenziare o al contrario inibire le capacità tecniche ed espressive del musicista, condizionando così fortemente la sua performance musicale.

music project in Rioacha, Guajira – Colombia

LA PERSONA COME STRUMENTO

Il suono che viene udito è, per così dire, il “prodotto finale” di complessi processi fisiologici integrati sia a livello corporeo che mentale ed emotivo/emozionale.

Allo stesso tempo dal punto di vista artistico, ogni suono esprime ed “incarna” attraverso le sue diverse qualità acustiche anche emozioni e qualità stilistiche, estetiche ed espressive diverse.

Il lavoro dunque sulle corporeità e sulla gestione psico-fisica della performance musicale riveste una fondamentale importanza ai fini della pienezza dell’espressività musicale: la percezione differenziata e la consapevolezza di sé stessi, sia dal punto di vista corporeo che mentale, svolge dunque un ruolo determinante per la qualità della performance musicale.

Per far vibrare e suonare il proprio strumento, il musicista deve in un certo senso vibrare innanzitutto egli stesso, essere cioè in grado di coordinare fra loro intenzionalmente ed armonicamente processi corporei di tipo fisico (postura, movimenti, muscolature, etc.) con tutti quei processi e contenuti mentali ed emozionali meta-fisici da cui dipendono poi stile, estetica, espressività musicale ed anche presenza, carisma, incisività e capacità di comunicare e commuovere dell’esecuzione.

Il suono che ascoltiamo si trova dunque ad essere da un lato il mezzo con cui il musicista fa musica e dall’altro contemporaneamente anche la manifestazione della personalità individuale, nonché del momentaneo stato psico-fisico del musicista. In questo senso il musicista è egli stesso, nella sua interezza di mente (emozione, sentimenti, intelletto) e corpo, il principale strumento per far musica.
 


teaching
RELAZIONE MAESTRO-ALLIEVO

Alla luce di queste considerazioni, Francesca Canali ha elaborato negli anni, attraverso i suoi studi ed esperienze, una metodologia ed un approccio pedagogico olistico, centrato sulla persona vista nella complessità del suo essere fisico, emotivo e mentale.

Lo sviluppo della tecnica strumentale avviene di pari passo con lo sviluppo di un uso consapevole del corpo, della percezione delle differenti caratteristiche acustiche del suono ed in definitiva con la formazione dell’intera personalità musicale ed artistica del musicista.

L’atto dell’ascoltare è un processo fisico ed al contempo psichico che pone profondamente in contatto la persona che produce il suono e la persona che ascolta e stabilisce così facendo una profonda comunicazione che coinvolge sia la corporeità che la psichicità (emozioni, intelletto, sensazioni) di chi ascolta e di chi suona.

students

L’insegnamento musicale presuppone dunque sempre un coinvolgimento sia da parte dell’insegnante che dell’allievo e la volontà di costruire una relazione positiva e dialettica basata sulla comunicazione, ascolto, scambio, rispetto, sensibilità, stima, empatia, fiducia.

È di fondamentale importanza allora come insegnante favorire e creare nelle lezioni un’atmosfera stimolante, aperta, gioiosa, priva di competizione, che consenta a ogni studente di sentirsi apprezzato ed a proprio agio, in modo da poter dare il meglio di sé e sviluppare pienamente la propria creatività, presenza e personalità musicale.


METODO

Oltre a un approfondito lavoro sulla tecnica flautistica in tutte le sue sfaccettature e sui principali aspetti tecnico-interpretativi connessi ai differenti pezzi di repertorio, Francesca dedica nelle sue lezioni particolare attenzione a tutte le tematiche inerenti alla corporeità (respirazione, postura, etc.) e vocalità del flautista, allo sviluppo della creatività e della personalità artistica individuale ed a tutti quegli aspetti emozionali e mentali connessi alla performance artistica.

La base del suo metodo è costituita dall’integrazione critica delle sue numerose esperienze artistiche e pedagogiche con i risultati delle sue ricerche scientifiche, approfondite conoscenze dell’anatomia e fisiologia dell’apparato respiratorio e vocale e lo studio comparato della didattica e pedagogia strumentale e vocale.

Il suo insegnamento segue sempre un orientamento pratico che permette agli studenti di integrare le nuove conoscenze acquisite nella loro personale pratica musicale e di sperimentare in prima persona le tecniche di lavoro proposte attraverso esercizi ed esperienze mirate.

In particolare Francesca utilizza tecniche ed esercizi di propriocezione corporea, respirazione e concentrazione tratti dai numerosi corsi di formazione da lei frequentati quali: metodi di consapevolezza corporea (Metodo Alexander, Feldenkrais, Tai-chi, Qi Gong, metodo di educazione Breath- Voice and Movement Education di Hilde Langer-Rühl) e metodi di canto, respirazione e tecnica vocale (EVTS-Voice Craft di Jo Estill, Antropologia Vocale di Ulrike Sowodniok, La voix libérée di Yva Barthélémy, Metodo di Canto di Jean-Pierre Blivet).

A tutto ciò si aggiungono inoltre l’integrazione nella pratica musicale di conoscenze provenienti dai suoi studi ed esperienze nei campi della neurofisiologia, creatività, sviluppo della personalità, kinesiologia, musicoterapia ed altre discipline che si occupano dello sviluppo del potenziale umano e degli aspetti psico-fisiologici relativi all’apprendimento e alla performance musicale.

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