Singing flute

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Singing flute

Voi havete a sapere come tutti li instrumenti musicali sono rispetto  e comparatione a la voce humana mancho degni per tanto noi si afforzeremo da quella imparare e imitarla“  Silvestro Ganassi  (La Fontegara – 1535)

 

Da cosa dipendono le diverse qualità espressive dei differenti suoni che è possibile produrre con uno stesso strumento? Quali fattori fisici e mentali condizionano le qualità del suono e come? Dove e come avviene nel corpo realmente la creazione del suono? Quali sono i reali processi fisiologici coinvolti nell’emissione e nella respirazione? Che ruolo svolge l’apparato vocale? Qual è la relazione tra qualità del suono e “uso”, postura del corpo? Quale è la “giusta” respirazione nel suonare? Come gestire l’emissione e le diverse qualità di suono possibili in relazione ai differenti stili ed espressività musicali? Vibrato o non vibrato? E che tipo di vibrato?

A partire dalle numerose esperienze personali sia come flautista che come cantante, Francesca Canali ha iniziato già nel 1998, contemporaneamente ai suoi studi ed impegni artistici, un’approfondita ricerca scientifica interdisciplinare sulla fisiologia, l’utilizzazione del corpo e le differenti tecniche d’emissione del flauto e di altri strumenti a fiato. Parte dei risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati nella sua Tesi di Dottorato (PhD) in Scienze e Pedagogia della Musica presso l’Università Mozarteum di Salisburgo nel 2013.

La sua attenzione si è principalmente focalizzata sulla “variabile umana”, le azioni cioè dello strumentista che attraverso lo stesso strumento riesce a creare suoni così diversi sia per qualità acustica ed espressiva che per gli effetti che poi inducono all’ascolto. È dunque andata a prendere in esame tutte le possibili interazioni tra strumentista e strumento ed i diversi modi di utilizzare il proprio corpo suonando, ponendoli poi in correlazione con le differenti qualità di suono risultanti, i relativi spettrogrammi corrispondenti, le diverse sensazioni corporee risentite durante l’emissione da chi suona e differenti ideali estetici ed espressivi.

Fondamentale per il raggiungimento dei suoi risultati è stata la collaborazione ed il sostegno di noti studiosi del campo quali Dr. Josef Schlömicher-Thier, Dr. Horst-Peter Hesse, Dr. Franco Fussi, Dr. Günther Bernatzky e la partecipazione a numerosi congressi, seminari, studi e formazioni extra-curricolari.

Grazie alla formazione parallela come strumentista e cantante, le analogie con il canto, sia nella prassi artistica che didattica, sono risultate a Francesca Canali da sempre evidenti: focalizzando la sua attenzione sulle azioni dello strumentista “a monte” dello strumento, la sua attenzione si è dunque particolarmente focalizzata sull’analisi del ruolo che la laringe, l‘intero apparato vocale e la voce svolgono nel suonare il flauto, prendendo in esame tutte le principali tematiche artistiche e didattiche riguardanti il suono, l’espressività musicale e le differenti tecniche d’emissione degli strumenti a fiato in parallelo con il canto.

Grazie a questi studi le è stato possibile analizzare e poi definire i processi di creazione e gestione del suono musicale sia dal punto di vista fisiologico che nelle differenti valenze stilistiche, espressive, pedagogiche e umane, artistiche ad essi collegate.


CANTARESUONANDO  e  SUONARE-CANTANDO

International Voice Symposium “La voce artistica”, Ravenna – Italy

I risultati cui Francesca Canali è giunta mostrano con inequivocabile chiarezza come l’apparato vocale, visto come complesso sistema fisiologico-funzionale che comprende laringe, cavità di risonanza/risuonatori e apparato respiratorio, svolge un ruolo fondamentale nella creazione del suono ed anche e soprattutto poi nella sua gestione artistica ed espressiva.

Suonare il flauto e cantare condividono realmente molte analogie e le basi fisiologiche della produzione e gestione del suono devono essere poste, anche per quanto riguarda il suonare il flauto, in correlazione con il complesso funzionamento dell’intero apparato uditivo-vocale-respiratorio dello strumentista.

Diversi atteggiamenti, posture e modi di utilizzazione del corpo e di tutto l’apparato vocale – siano essi consapevoli o inconsapevoli – influenzano la qualità del suono risultante e di conseguenza il carattere espressivo nonché la qualità complessiva di una performance/interpretazione musicale.
Ne consegue che il corpo e la voce dello strumentista sono parti integranti del suo strumento e che, a livello fisiologico-funzionale, potremmo dire che lo strumentista è una sorta di “cantante nascosto” nel senso che, volontariamente o no, “usa” la sua voce mentre suona e, per così dire, “canta-suonando e suona-cantando”[1].

Questo chiarisce su basi scientifiche e obiettive le correlazioni esistenti, sia per la voce che per il flauto, tra postura, movimento, qualità del suono ed espressività musicale e perché l’uso di diverse tecniche di respirazione e di emissione, proprie di diverse scuole e tecniche di canto, producano effetti simili anche sul suono del flauto.
Permette inoltre di ridefinire su basi scientifiche molti aspetti della tecnica e dell’interpretazione musicale sugli strumenti a fiato e di trovare soluzioni chiare ed efficaci ad alcune tematiche controverse della prassi artistica e pedagogica strumentale.  

Su tali basi Francesca Canali ha potuto fare una personale sintesi dei principali temi della didattica, pedagogia ed interpretazione strumentale ed elaborare una propria ed innovativa metodologia didattico-pedagogica, caratterizzata da un approccio olistico che pone al centro l’individuo nella sua complessità fisica, mentale ed emozionale.

Francesca è stata invitata come relatrice in molti congressi internazionali di pedagogia musicale, medicina e fisiologia del musicista.

Fino al 2020 ha fatto parte di un team di ricerca sugli effetti della musica sull’essere umano ed ha insegnato Fisiologia della musica, Anatomia e Medicina del Musicista all’Università Mozarteum di Salisburgo.

Attualmente sta curando la pubblicazione dei suoi studi e del suo metodo per una nota casa editrice tedesca.

Spectrogram of the same note obtained by playing the flute using consciously three different kinds and techniques of singing

 

[1] CANALI, Francesca: Die Bedeutung und die Rolle des Kehlkopfs und des Vokalapparats für die Klangerzeugung und Klangqualitäten des Flötentones (2013), Dissertation, Universität Mozarteum Salzburg